Stadio della Roma, Montuori: “La prima urgenza è l’abitazione”

Luca Montuori, nel corso della sua audizione in Commissione Urbanistica ha parlato dello stadio di Tor di Valle: "Mi è stato consegnato un elenco di urgenze in 13 punti e lo stadio è il dodicesimo punto". A proposito di Anac: "Bisogna riallineare le direttive politiche alla regolarità dei procedimenti" dichiara

“Mi sono insediato in corsa ma non a digiuno dei problemi di Roma, contro cui ho combattuto negli ultimi 30 anni. Ho ben chiare quelle che sono le questioni da affrontare”. Lo ha detto l’assessore all’Urbanistica del Campidoglio Luca Montuori, nel corso della sua audizione in Commissione comunale Urbanistica.

Quanto alle ipotesi che circolano sul nuovo progetto dello stadio dell’As Roma, Montuori sottolinea: “Si sta facendo molta confusione, si parla di elaborati, rendering, numeri, ma io finora ho sentito parlare della cosa solo attraverso delle tabelle di Excel”. Poi aggiunge: “Abbiamo una serie di emergenze e di scadenze amministrative da affrontare, è un cronoprigramma che ce lo chiede. Mi è stato consegnato un elenco di urgenze in 13 punti e lo stadio è il 12 esimo punto. Al di là delle urgenze su progetti speciali – conclude – una delle emergenze da affrontare è quella dell’abitazione”.

“Chiedo del tempo per permetterci di costruire una mappa concettuale per identificare delle priorità, lo staff arriverà dopo. Io intendo onorare in maniera fattiva anche la delega ad interim ai lavori pubblici fino al giorno in cui dovesse arrivare un nuovo assessore ai lavori pubblici – ha aggiunto –. Chiarisco subito che la finanziarizzazione dell’urbanistica, che è stata foriera del fatto che lo spazio verde sulla cartina della città non sia più tale, non si può più fare”. E ancora: “Ci sono le emergenze, le urgenze e poi c’è la fase concettuale, ovvero come vogliamo che questa città sia tra 30 anni. Il tema dell’abitare mi sembra quello principale, non significa solo case ma spazi dell’abitare e come muovercisi. Dobbiamo collaborare affinché Roma non sia più campo di battaglie di problematiche esterne alla città, ostaggio: è la città più complicata, il più grande Comune del mondo, formata da una miriade di microcittà, con persone che si spostano all’interno del territorio quotidianamente – ha precisato –. Oggi lo spazio pubblico non è più quel luogo dove si sta seduti a giocare a carte ma è fatto più di spostamento che di stanzialità”.

L’assessore ha parlato quindi dell’autorità anticorruzione. “L’Anac? C’è una pressione, poi a volte le espressioni non sono correttissime, c’è una complessità procedurale che porta alcuni dirigenti a volte ad ascoltare di più alcuni organi esterni che non le direttive politiche – ha spiegato –. Bisogna riallineare le direttive politiche alla regolarità dei procedimenti, che è quello che fa Anac, giustamente perché in passato siamo stati non trasparentissimi come amministrazione e quindi siamo sotto ‘doppio controllo speciale’. Quindi oggi dobbiamo essere più attenti ad alcuni passaggi. Questa attenzione però non si può tradurre in un’attesa infinita per i cittadini”. “Non siamo governati dall’esterno – ha concluso – sennò non saremmo qui ma c’è un timore da parte di chi ha la responsabilità degli atti di essere direttamente perseguiti”. (L’UNICO)

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