Il ridimensionamento dei troppi voli a Ciampino e l’apertura di un tavolo interstituzionale al ministero dell’Ambiente, sono i punti all’ordine del giorno della seduta odierna, a cui hanno partecipato anche i tecnici degli uffici del Dipartimento Ambiente, il Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino e la presidente del Municipio VII Monica Lozzi.

“Il nostro obiettivo è il ridimensionamento dei voli all’aeroporto di Ciampino per riportare la situazione nella legalità – ha detto Diaco – Apriremo un’interlocuzione con il ministero dell’Ambiente e chiederemo l’apertura di un tavolo interistituzionale. Intanto scriveremo un documento da presentare in Assemblea Capitolina che recepisca questi indirizzi e anche quelli contenuti nelle interrogazioni parlamentari del M5S”.

Ciampino, ha spiegato Diaco, “non rientra nel territorio di Roma ma l’aeroporto, che insiste sulla nostra periferia, è importantissimo per la città. La Regione ha già dato parere sulla valutazione ambientale e noi come dipartimento, dobbiamo ancora dare parere sull’impatto acustico, ma c’è invece già stato un parere favorevole del nostro dipartimento Mobilità.

“Una situazione particolare – continua Diaco – visto che da parte nostra, non ci sono mai state valutazioni politiche e ne siamo venuti a conoscenza, solo grazie alle sollecitazioni degli amministratori di Ciampino e della presidente Lozzi. In tutto ciò – conclude -registriamo l’assenza dell’Enac, che non si è presentata nonostante il nostro invito”.

“Se le norme sull’inquinamento acustico fossero state applicate, lo sviluppo infrastrutturale e il mostruoso aumento del traffico non sarebbero potute avvenire – ha denunciato il presidente del Comitato di riduzione di impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino, Roberto Barcaroli – L’aeroporto di Ciampino attualmente opera ampiamente oltre i limiti di legge. Quando nel 2014 il nostro comitato ha denunciato la situazione alla commissione europea, l’Ue ha aperto un’indagine. Il 3 nel febbraio 2016 è stata avviata la procedura di Via. Attualmente è in corso presso il Ministero dell’Ambiente la conferenza dei servizi per l’applicazione della normativa sull’inquinamento acustico“.

“Queste cose dovevano avvenire nel 2001 – continua Barcaroli – per evitare la creazione di un ecomostro. Sono tuttora fortissime le resistenze all’applicazione della legge da parte di Adr e Rynair. Le soluzioni che propongono sono da noi contestate, perché sono misure inefficaci. Secondo quanto scrive Adr, l’aeroporto di Ciampino è forse il più vetusto tra gli aeroporti civili nel mondo. I palazzi, che sono stati costruiti con regolari licenze, sono a 150 metri dalla pista di volo, che si trova a poche centinaia di metri dal parco dell’Appia Antica”.

“Dalle centraline Arpa, risulta che negli anni dal 2007 al 2012 e negli anni 2015-2016 si è verificato il superamento dei livelli di polveri sottili – ha aggiunto – Ciampino è uno dei punti della provincia di Roma, con il più alto livello di inquinamento. A Roma quest’anno – continua Barcaroli – solo la centralina di monitoraggio Tiburtina ha valori simili, ma comunque inferiori. Ciampino porta inquinamento alla Capitale, dato che i venti soffiano da Anzio, quindi da sud verso Roma. Chiediamo all’amministrazione di Roma Capitale – continua – di capire che in queste condizioni non può essere il secondo aeroporto di Roma, perché Ciampino è un aeroporto fuori legge. Chiediamo a Roma Capitale di aiutarci e di aiutare i cittadini del VII municipio a difendere legalità e giustizia“.

“Secondo Arpa Lazio, se si applicasse la legge ci dovrebbero essere 60 movimenti al giorno – ha proseguito Barcaroli – oggi siamo a una media di 130 voli giornalieri ma nelle tre settimane peggiori si arriva anche a 160”. “Chiediamo a questa amministrazione di intervenire con tutto il suo peso nella conferenza dei servizi presso il ministero dell’ambiente sul piano presentato da Adr sul contenimento del rumore per far applicare reali misure secondo quanto richiede la legge – ha proseguito – Chiediamo alle amministrazioni di Roma, Marino e Ciampino di farsi carico di presentare ricorsi al Tar a tutela dei cittadini, nel caso in cui la conferenza dei servizi non conduca al ripristino della legalità. Chiediamo al Comune di Roma di avviare idonee iniziative per ottenere installazioni di centraline acustiche, per tutelare il parco dell’acquedotto e di istituire un punto divcontatto attraverso cui consentire a comitato dialogare con amministrazione per il rispetto della legalità”.

“I comuni di Roma, Ciampino e Marino non hanno approvato il piano di risanamento presentato da Adr dopo il 2010, bocciandolo – hanno spiegato i tecnici del Dipartimento Ambiente intervenuti in commissione – Poi è stato presentato un nuovo piano di risanamento che pure aveva carenze secondo i tre comuni.

A un certo punto l’aeroporto di Ciampino è diventato di interesse nazionale e i comuni possono esprimersi non più direttamente ma solo nella conferenza unificata Stato-Regioni. Tanto il master plan quanto l’istruttoria sono stati avocati dal ministero dell’ambiente in quanto aeroporto di interesse nazionale, quindi noi ci esprimeremo in conferenza Stato-regione”.

“Abbiamo chiesto l’istituzione di un registro tumori per un’osservazione scientifica per verificare l’eventuale aumento di consumo di farmaci tumorali ma il Comune di Ciampino ce l’ha bocciata due volte – ha detto una consigliera di opposizione del Comune di Ciampino – Siamo molto preoccupati, per non parlare della qualità della vita a Ciampino che è disastrosa”.

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