Tavolini e dehors a Ponte Milvio, l’assessore Vivaldi e la stangata agli esercenti

La lettera del municipio che dichiara “guerra” ai ristoratori. Da gennaio stop a tavoli e dehors

di Andrea Furetto

Poveri esercenti di Ponte Milvio. La dichiarazione di guerra è partita il 30 novembre. A dichiararla è il Municipio. A subirla per lo più ristoratori di Ponte Milvio.

Con la presente – si legge in soldoni – si comunica la volontà di non rinnovare la concessione di occupazione di suolo pubblico”. La lettera ha raggiunto molti esercenti di Ponte Milvio, zona nota per la movida, ed è forse il primo atto ‘politico’ degno di considerazione della nuova amministrazione penta-stellata. Questa giunta aveva avuto l’occasione (che nessuno avrebbe augurato) di mettersi in mostra per la gestione dell’emergenza seguita al crollo di via della Farnesina. E invece l’ospitalità agli sfollati terminerà presto, e il palazzo da abbattere è ancora lì. A ostacolare la ripresa di viabilità, commercio, e diritto a vivere di chi ha la casa agibile ma non può riprenderne possesso. Tre mesi di immobilismo degni di Nuova Delhi più che Roma.

DAL PRIMO GENNAIO “OSP REVOCATE”

Così mentre il territorio attendeva il primo atto, l’ufficio tecnico Commercio di via Flaminia 872 comunicava il blocco improvviso delle OSP, le occupazioni di suolo pubblico, con cui l’esercente paga all’amministrazione una tassa per sfruttare aree pubbliche per fini commerciali. Ne fanno ricorso bar, ristoranti, pizzerie e in generale locali dediti al food and beverage. Tralasciando i casi di illegalità oggettiva, che tutti abbiamo il dovere di deprecare (a Ponte Milvio, su via Flaminia, ad esempio, c’è chi ha occupato con tanto di gettata di asfalto tratti di carreggiata stradale con conseguenze già all’esame dei giudici amministrativi e penali) l’atto del municipio rimane opinabile. Utile a deprimere il profitto dei titolari, il reddito dei lavoratori, e la qualità del servizio a cittadini e turisti.

Chi conosce bene le cronache del nostro territorio sa che si tratta di un intervento in linea con la provenienza dell’attuale assessore al Commercio. Residente a Ponte Milvio e da sempre nemica giurata della movida.

MA CHI E’ L’ASSESSORE AL COMMERCIO ALESSIA VIVALDI

Chi è allora l’assessore al Commercio del Municipio XV di Roma? Alessia Vivaldi è una guida turistica, residente da sempre a Ponte Milvio. I voti presi alle amministrative scorse sono pari a zero, perché la Vivaldi non era tra i candidati di lista del Movimento di Grillo e la sua presenza nella Giunta Simonelli è frutto di una nomina diretta. La sua attività civica è legata a doppio filo a quella dell’associazione “Abitare Ponte Milvio”, presieduta dall’architetto Paolo Solonia, residente anche lui a Ponte Milvio, con la quale la Vivaldi condivide storicamente una non celata avversione per la movida.

L’attività dell’associazione di Solonia è nota da anni, più che ai residenti, agli uffici del municipio di via Flaminia 872. Gli esposti promossi dall’associazione non si contano. Secondo gli interessati sono promossi “per legalità”, secondo alcuni ‘maligni’ per delazione e per interessi particolari. L’associazione infatti riunisce abitanti di Ponte Milvio che nel proliferare della movida vedono il nemico giurato. E un danno alla propria tranquillità di residenti. Ma le città non sono dei dormitori. E oggi che la Vivaldi ricopre una carica pubblica, il suo diritto alla quiete non è più l’unico interesse in ballo nella gestione dell’indirizzo politico affidatole. Per questo la stangata arrivata agli esercenti desta qualche preoccupazione.

Perché sembra che la signora agisca ancora come braccio di un’associazione, quella di Solonia, che mette il diritto di alcuni proprietari al di sopra di una collettività. Come quando, qualche anno fa, l’associazione contestò la spiaggia per cani realizzata sotto Ponte Milvio, sul Tevere. Gli argini del fiume sono da sempre terra di nessuno, dove anche l’omicidio Reggiani ha potuto trovare tragica ambientazione. La pensione per cani lavora per sottrarne al degrado un pezzetto e ci riesce. Dell’esposto parlò anche La Repubblica e alla fine i giudici amministrativi diedero ragione ai gestori della spiaggia per cani.

Analoga sorte potrebbe riguardare il ristorante ‘Macello’ di via Flaminia, noto per la moderna torretta in X-Lam. ‘Abitare Ponte Milvio’ ha la sede proprio di fronte. Anche ‘Macello’ (ex Gone) è apertamente contestato dall’associazione della Vivaldi e Solonia, ma la Sovrintendenza Statale ha dato un parere positivo. Non annoiamo con cavilli e burocratese. Diciamo solo che prima della burocrazia c’è chi lavora onestamente e fatica per creare profitto e lavoro. Sotto la Torretta Valadier ogni tanto il Comune concede OSP a grandi marchi, con finalità commerciali. Ogni tanto si tratta di formule di marketing di opinabile livello, ma ciò non toglie che tali brand portino soldi alle casse pubbliche.

Vivaldi, non ancora assessore, se la prese col Comune per aver concesso per qualche giorno uno spazio a Mercedes, come se i soldi dei privati puzzassero. La verità è che i soldi dei privati, così come le OSP, permettono cose che il pubblico non riesce a garantire. Vedasi Della Valle e il restauro del Colosseo. Impossibile da fare per qualsiasi sindaco.

Invece di plaudire, questa giunta dichiara guerra agli esercenti e ai privati che portano soldi alle casse pubbliche. E lo fa con gli argomenti particolaristici di un’associazione che da anni difende l’interesse di alcuni residenti proprietari in Ponte Milvio. Interesse legittimo ma parziale.

Un’attività che Solonia ha invero il diritto di proseguire. Ma che la signora Vivaldi, nei panni nuovi di assessore dovrebbe mitigare con l’interesse generale. Perché il diritto di chi lavora non è secondo a quello dei residenti. Almeno per un buon amministratore locale. E’ in questo humus che trova radici la revoca.

Ma siamo sicuri che marciapiedi vuoti di tavolini e dehors siano un bene per il quartiere? Ricordate cos’era Ponte Milvio prima che esplodesse la Movida? C’era da aver paura a camminar da soli di notte, nell’area che di giorno era destinata al mercato.

L’assessore alle attività produttive deve occuparsi oggi degli interessi della collettività tutta, mostrando capacità in quell’esercizio del giusto mezzo tra interessi particolari, spesso opposti. Non è più soltanto l’attivista di un’associazione di proprietari, “Abitare Ponte Milvio” (nomen omen), che difende il diritto di chi a Ponte Milvio dorme. Sull’altro lato ci sono imprese e lavoratori vessati da tasse insopportabili e una crisi lacerante.

Anche perché il Municipio vuole revocare concessioni che il Municipio stesso negli anni passati ha rilasciato. E intende farlo poiché “le predette concessioni non erano supportate dal parere della Sovrintendenza Statale, trattandosi (Ponte Milvio, ndr) di area insistente all’interno della ‘Città Storica’ “.

Area che il Piano Regolatore di Roma individua per la presenza di beni storici, artistici o archeologici. Ponte Milvio rientra per l’antica Osteria di Posta, la settecentesca Vigna dei Cardinali dell’architetto neoclassico Giuseppe Valadier, per il ponte più antico di Roma e la sua torretta ottocentesca. Opera anch’essa di Valadier. Che la costruì per volere di Pio VII.

Di Storia ce n’è ma non si capisce cosa c’entrino i tavoli dei bar e dehors. E perché non debbano convivere. Far rispettare le regole è una cosa, ma fare una guerra agli esercenti fa solo il comodo di alcuni residenti che detestano la movida sotto casa.

Sulla formazione specifica di Alessia Vivaldi sorvoliamo. Siamo in democrazia e non servono certo i titoli per governare. Ma è lecito chiedersi perché una signora che nella vita fa la guida turistica e dichiara un reddito personale di 5mila euro nel 2015 (il dato è pubblico sul sito del Comune) venga scelta per occuparsi di Commercio e attività produttive. Che piaccia o meno questo è il regalo a 5 Stelle che gli esercenti si ritrovano sotto l’albero. (L’UNICO)

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