Terrorismo, allarme rosso. La Questura: “Possibili ritorsioni contro gli agenti”

La Questura di Roma lancia l'allerta di possibili azioni ritorsive nei confronti degli agenti. Il sindacato SULPL riapre la questione con una lettera inviata alla Raggi: "Come ci difendiamo noi che siamo semplici impiegati?"

Una circolare del Questore D’Angelo alle forze di Polizia impegnate nell’allerta terrorismo di questi giorni fa scattare la massima allerta riguardo a possibili ritorsioni nei riguardi degli appartenenti alle forze dell’ordine. Nel documento, inviato ai vari comandi nel giorno di Santo Stefano, la Questura dispone di: “prestare la massima attenzione al fine di evitare l’eventualità di azioni ritorsive nei confronti di appartenenti alle forze dell’ordine, nonché di adottare ogni misura necessaria per la tutela dell’incolumità personale”. La circolare viene giustificata con l’apparizione su facebook di “minacce di ritorsione nei confronti delle forze dell’ordine italiane per l’uccisione dell’autore della strage di Berlino”. Il rischio esplicito è proprio nei confronti degli agenti: Carabinieri, Polizia, Finanza, Polizia Stradale. Di qui è scattato il campanello d’allarme: le forze dell’ordine devono lavorare in totale sicurezza, armate e munite di giubbotti antiproiettili. Ma se per gli agenti degli altri corpi il problema non sussiste per i vigili urbani, riconosciuti ufficialmente come “impiegati in divisa”, si pone un grande interrogativo: come proteggerli dal momento che, a differenza degli altri, non sono muniti di tale equipaggiamento?

Il sindacato SULPL, in una lettera inviata alla sindaca, Virginia Raggi, dichiara: “Si  richiede che il  personale  sia  impiegato  da  ora  in  avanti  in  borghese per ogni attività istituzionale”. Il sindacato fa riferimento al servizio disposto ai 23 varchi per impedire l’accesso in città ad autocarri e tir. Dato che i vigili non sono riconosciuti come poliziotti ma, allo stesso tempo, in una situazione di allerta massima come questo, non si può fare a meno della loro collaborazione al servizio dell’incolumità dei cittadini, si utilizza l’escamotage dei controlli di polizia stradale ai varchi. Ma se ad un varco viene fermato un terrorista che non si ferma all’alt oppure che spara gli agenti di polizia locale, in base alla disposizione, non possono sparare e non possono difendersi: possono solo multare per la violazione del varco.

“Se di codice della strada si tratta, – prosegue il sindacato – l’articolo 201 del codice della strada disciplina come devono avvenire le notifiche delle violazioni ed un autocarro che supera un divieto viola l’articolo 7 o tutto al più l’articolo 192. Non è mica un problema di pubblica sicurezza, ma di rispetto del codice della strada”.

Marco Milani dell’Ugl aggiunge: “In un mondo ormai dichiaratamente in guerra a causa della minaccia terroristica, è giunto il momento di  ottimizzare le 65000 divise degli appartenenti alle Polizie Locali d’italia, con una legge di riforma attesa da oltre 30 anni, che vada a definire in maniera armonica su tutto io territorio nazionale, equipaggiamenti tutele e compiti dei poliziotti locali d’italia. Come UGL riteniamo inoltre che davanti alla minaccia rappresentata dalle estemporanee imprese dei “lupi solitari strutturati”, sia fondamentale la formazione del personale, atta ad insegnare alle migliaia di agenti presenti quotidianamente in strada, il riconoscimento di atteggiamenti sospetti e le adeguate modalità operative. Su questo punto invitiamo il dottor Diego Porta, Comandante della Polizia Locale di Roma, ad attivare immediatamente dei corsi presso la scuola del Corpo, in ossequio alla legge regionale 1/2005 che prevede la stessa, come Accademia Regionale di Polizia Locale, per la formazione degli agenti di tutti i Comuni del Lazio”.

 

 

 

 

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