Tor Bella Monaca, residenti prigionieri dei pusher

Succede negli alloggi popolari Via Giacinto Camassei, nell'edificio noto come fortino dello spaccio.

Un vero e proprio fortino, dove anche i legittimi residenti erano costretti a dover chiedere il permesso per entrare o uscire dalle loro case. Una situazione al limite del reale quella che è stata messa in luce in Via Giacinto Camassei, nel quartiere di Tor Bella Monaca, zona nota ormai da anni come il “bunker della droga”.

Per oltre due anni il sistema criminale ha operato in una vera e propria fortezza, anche con l’aiuto dei residenti stessi, impegnati a ritinteggiare i palazzi, ad oscurare i vetri delle finestre e a blindare porte e cancelli. Arresti e sequestri si sono susseguiti nel corso degli anni, ma la situazione sembra essere ancora lontana da una possibile risoluzione.

La zona dello spaccio è concentrata in diversi appartamenti della zona, sia in via Camassei che in via dell’Archeologia, con tanto di civici di riferimento. A dare sicurezza alla banda criminale c’è anche un complesso e capillare sistema di vedette e informatori, pronti ad annotare ogni volto ed ogni vettura.

Gli alloggi popolari lasciati liberi vengono occupati abusivamente, e chi invece vive legittimamente nell’appartamento è vittima di un sistema di controllo invasivo e denigratorio, tanto da costringere alcuni residenti a dover comunicare i propri spostamenti.

Anche per questo motivo, parte dei residenti ha più volte lamentato la situazione di degrado della zona, e di come sia diventata una vera e propria piazza dello spaccio, dove è possibile recuperare qualsiasi tipo di droga, dalla marijuana all’hashish, dalla cocaina all’eroina.

Nonostante le denunce a giornali locali e nazionali, e nonostante l’interesse di diversi esponenti politici, la situazione non sembra affatto migliorare, e la torre continua ad essere nelle mani della criminalità.

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