Tor di Valle, affare miliardario per Parnasi sul businnes park

Affare d'oro per Parnasi sullo stadio di Tor di Valle. Il businnes park che non piace a Berdini potrebbe procurargli un guadagni di quasi 3 miliardi di euro

Una storia infinita quella dello stadio della Roma. Peraltro partita pure male, con un neo da 42 milioni di euro. Tanto, infatti, aveva pagato la società Eurnova di Parnasi per l’acquisto dei terreni di Tor di Valle, che avrebbero fruttificato miliardi. Acquisto su cui, però, c’è un processo in pendenza: secondo il pm Mario Dovindola l’area sarebbe stata distratta da una società fallimentare e la vendita è stata conclusa da un’altra società, la Sais srl. La causa non pone rischi sul diritto di proprietà, ma aggiunge una nuova pagina al businnes che ruota attorno allo stadio, nato da un’unione di interessi tra Unicredit e Parnasi.

Guadagnare con lo stadio, infatti, ormai è l’exit strategy della banca che sta vivendo il passaggio dell’aumento di capitale. Parnasi è in debito di 700 milioni di euro e la banca ha bisogno di rientrare per la sua parte. Per questo è stato istituito il Capital Dev, un veicolo societario di cui Parnasi detiene tutte le azioni e a cui sono confluite le partecipazioni delle iniziative immobiliari della famiglia. In particolare, la Parsec proprietaria dei terreni in via Laurentina, la Pisana srl dell’area del Pescaccio, il Parco delle Acacie di 15mila metri quadrati a Pietralata. Unicredit, così, può vendere lasciando fuori i tesori della famiglia. Il gettone vincente sta nel non aver incluso nel Capital Dev i terreni di Tor di Valle nei quali dovrà sorgere il “nuovo Colosseo”. Parnasi, infatti, intende realizzare il businnes park di 318mila metri quadrati da destinare a uffici e attività commerciali, da assegnare in cambio della realizzazione delle opere infrastrutturali, secondo l’accordo firmato da Eurnova con il Comune nel 2013. Dall’accordo, 278mila metri erano destinati agli uffici, 15mila per la ricettività alberghiera, 20mila per i servizi alle persone e 4mila per la ristorazione, con un valore medio di 6mila euro al metro quadro. Un pacchetto che frutterebbe poco meno di 2 miliardi di euro, che sono il motivo per cui Parnasi non intende mollare.

James Pallotta, quindi, vuole lo stadio; Parnasi vuole costruirlo e Unicredit vuole rientrare dal debito. E due advisor, Goldman Sachs e Rothschild, si sono già incaricati di recuperare 3 miliardi di euro: 1,6 miliardi per lo stadio, a carico del club giallorosso, e 1,2 per il businnes park, la gallina dalle uova d’oro di Parnasi, che però non piace all’assessore Paolo Berdini. E tra i finanziatori, secondo Il Sole 24 ore, potrebbero esserci la Starwood Capital e Unicredit. (L’UNICO)

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