Torino scende in piazza per dire di si alla Tav. Gelmini: “La piazza di Torino è avviso di sfratto per il governo M5S e Lega”

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Bagno di folla a Torino in occasione della manifestazione Pro Tav voluta da Forza Italia. Gli azzurri avevano annunciato la loro presenza in conferenza stampa alla Camera dei Deputati martedì scorso, dichiarando di vedere nell’alta velocità e nelle infrastrutture uno strumento di crescita economica per il paese. “Questa piazza è un avviso di sfratto per un governo che ha troppa confusione sui temi fondamentali come le infrastrutture, il lavoro, le tasse – dichiara la Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati Maria Stella Gelmini – Da Torino credo che  cominci un risveglio che porterà il Paese reale ad essere sempre più distante da un esecutivo fallimentare come quello gialloverde. Siamo stanchi di un governo che dice no allo sviluppo, no alla Tav, no alle infrastrutture, no al lavoro. L’Italia ha bisogno di tanti sì, ha bisogno di correre veloce verso il futuro, verso la crescita, verso lo sviluppo, e questa manifestazione per noi ha un grande significato simbolico. Da oggi l’Italia si fa carico di se stessa, del proprio futuro, si autodetermina, dice basta alla propaganda dei no”.

La Tav è un progetto di ingegneria civile volto alla realizzazione di una linea ferroviaria di 235 Km che collega Torino a Lione, un progetto fortemente sostenuto da Forza Italia, condiviso dalla Lega ma non del tutto dai Cinquestelle, che sull’argomento si mostrano ancora diffidenti. “Siamo qui per manifestare la nostra vicinanza alla società civile che vuole dire sì alla Tav, sì alle grandi opere, sì allo sviluppo e alle olimpiadi – conclude l’onorevole Gelmini –  Noi siamo di fronte ad un governo che sta condannando l’Italia al declino e alla decrescita. È un fatto estremamente importante che una città come Torino reagisca a tutto questo, e senza simboli di partito mobiliti una piazza per dire che la Tav va fatta, per dire che l’Italia deve essere sempre più europea e con sempre maggiori  infrastrutture, per dire che si deve guardare allo sviluppo, alla crescita e alla competitività”.

Lara Morano

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