Torpignattara, voragine causata dal passaggio dei tir e dai mancati interventi

I residenti e i membri del Comitato di Certosa puntano il dito contro il mancato intervento da parte del municipio e contro il mancato ascolto da parte dell'Ama

La buca apertasi in via Savorgnan ieri pomeriggio

“Pensammo di essere vittime di una beffa: non solo camion, ma camion in pianta stabile, camion che vanno e vengono, camion che bloccano il traffico, quelli dei set cinematografici che ingolfano la Certosa per giorni e giorni. Il Comune, prima di cedere i permessi, sa di noi? Del nostro sottosuolo?”. E’ questa l’amara constatazione del Comitato di Certosa, dopo l’apertura di una voragine in Via Savorgnan.

Il terreno, in concomitanza dell’ingresso ad un palazzo, ha ceduto creando una voragine profonda oltre i 10 metri. Una situazione di estremo pericolo, specialmente per i residenti dell’abitazione. Si tratta di una condizione nota da tempo: buona parte del Municipio V poggia letteralmente su ampie cave, zone vuote del sottosuolo. Dopo due giorni di rilievi e controlli, dal Simu fanno sapere che la voragine verrà riempita “gradualmente”. Non sappiamo ancora quanto tempo ci vorrà per ripristinare la situazione.

Il quartiere di Torpignattara è probabilmente quello più colpito dall’evento. Balzata agli onori delle cronache fu la voragine di Via Filarete, apertasi una prima volta nel 2013, riparata e riapertasi nel 2015, dopo lunghi tempi di finanziamento e interventi che sono serviti a poco o nulla.

Particolarmente infastidito dall’accaduto è il Comitato di Certosa, che ricorda di aver chiesto a gran voce una mappatura del sottosuolo, che venne effettivamente realizzata nel 2008, in occasione dell’ammodernamento del sistema fognario. Già allora, venne ipotizzato di diminuire il numero di vibrazioni nell’area, impedendo il passaggio a determinati mezzi pesanti, come ci camion della spazzatura.

Ma non se ne fece nulla: “Le ipotesi che gli portammo a conferma della situazione di pericolo, – ricorda il comitato – insieme alle testimonianze di case crollate, di edifici pericolanti, di persone letteralmente sprofondate sotto il livello del suolo, non bastarono minimamente a scalfire tanta sicurezza circa l’assurdità delle nostre preoccupazioni: anziché i tir dell’Ama, chiedevamo che nel nostro quartiere, per la raccolta dei rifiuti, circolassero solo gli squaletti. Ma niente”.

Il quadro insomma, oltre ad essere critico, è ben noto. E nonostante le promesse di verifiche, controlli e monitoraggi attivi, i residenti non hanno visto altro che l’ennesima voragine aprirsi da un giorno all’altro, mettendo in pericolo non solo loro ma anche i passanti.

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