TOTEM, tracciabilità anche per la pubblica amministrazione

Con i TOTEM i cittadini potrebbero verificare come gli enti locali spendono le loro tasse.

Il tema dell’evasione fiscale pone quale problema centrale quello di come tracciare i flussi di denaro di chi compra e di chi vende prodotti e servizi. Una delle categorie abusate, per esempio, è l’acquisto/vendita del servizio prestato dagli idraulici. Aneddoto che, a dire il vero, ricorre sin dagli anni 50/60.

Nel corso degli anni le categorie di riferimento che sono assimilabili a quelle degli idraulici sono aumentate sino a includere commercianti professionisti. Mutuando la “filosofia” delle corporations del web, la nuova logica è: prender poco(?) da tanti, ma…? Certo, stanare l’evasione di pochi fruttivendoli (e/o idraulici), oggi per lo più gestiti da diversamente italiani, permette di recuperare un numero di euro mancanti, ma non è quella la grande evasione.

Negli ultimi 30 anni quante sono le aziende agricole, edili, industriali, cooperative che sono fallite e falliscono creando un buco nero di tasse che non vengono mai pagate? Sono imposte che, se pur correttamente messe in bilancio, risultano essere debiti verso l’erario ma che neppure un condono tombale potrebbe tramutarle in euro sonanti. Quanto cubano questi soldi? A saperlo… Lasciamo il tema alle varie agenzie e fondazioni ben attrezzate per valutare.

Ritorniamo al tema principale. La tracciabilità spaventa i più perché metterebbe a rischio la privacy. Esiste ancora la privacy? Mettiamo per un attimo che tutti fossimo d’accordo ad essere tracciati, e già lo siamo dai social e dagli acquisti online. Ad esempio, Jump è l’app che ti consente di affittare una bicicletta con pedalata assistita con pochi passaggi. La schermata ti chiede: nome e cognome, e-mail, numero di cellulare, carta di credito o di debito. Non significa essere tracciati, questo?

Se hai bisogno di un servizio online dalla pubblica amministrazione (ammesso che funzioni), oltre ai dati sopra elencati devi inserire anche codice fiscale e partita Iva, e, se necessario, anche copia di bollettini postali per il pagamento di qualche tassa, comunale o governativa che sia.

Se questo vale per i comuni cittadini, al mantra della tracciacilità opporrei un TOTEM. Sin dai primi anni duemila abbiamo cercato di creare un protocollo che potesse essere d’aiuto agli utenti di servizi pubblici/privati e che consentisse di avere un costante ed immediato controllo di chi questi servizi li offre. È nata cosi l’idea di un database (Myhomebay) che proponeva, tra l’altro, il nostro TOTEM.

Il TOTEM è un acronimo che sta per: Tracciabilità, Organizzazione, Trasparenza, Efficienza, Monitoraggio. Questo database è stato utilizzato per la gestione ed il controllo del fondo ad apporto (SCOIATTOLO), per  dismettere il patrimonio immobiliare/residenziale di una cassa di previdenza. Lo scopo era tracciare catalogando unit by unit tutto il patrimonio, organizzare ogni appartamento con una carta d’identità, assicurare la trasparenza del processo  amministrativo, rendere più efficiente la manutenzione, il condominio, le gare. Infine vi è un monitoraggio di tutti i soggetti coinvolti – quotisti gestori e global advisor, ma anche i circa 30.000 associati alla cassa di previdenza – che, se pur a differenti livelli, avevano accesso alle informazioni sulla gestione, lavori di manutenzione, della gestione del condominio e delle vendite effettuate. Con le implementazioni proposte si sarebbero migliorate le vendite, la gestione del condominio e le gare d’appalto per i lavori da fare per la gestione oculata del patrimonio.

Siamo ancora in contenzioso perché il  TOTEM, che pure aveva dimostrato la sua validità, ha subito un virtual mobbing, essendo d’intralcio agli interessi della SGR e del Global Advisor, cioè non vendere e lucrare con fees sul nav.

Tutto ciò premesso la domanda è: se stato, regioni e comuni pretendono la tracciacilità, perché non è possibile pretendere e/o offrire dal/al cittadino un TOTEM? Lo vorrà qualche politico illuminato? Dubbio amletico!

 Facciamo qualche esempio. Gara d’appalto per sistemazione viaria. Normalmente i bandi di gara sono cervellotici (per semplificare), con troppi “vicoli” percorsi spesso da professionisti in grado di inficiare i risultati. Oppure non riescono ad affidare i lavori ad aziende sane che abbiano competenze e maestranze qualificate. Il bando dovrebbe essere tracciato online per essere visto quantomeno dai cittadini del comune di competenza, con la possibilità di vedere, in tempo reale, l’attività di sviluppo del lavoro appaltato. Si tratterebbe di un progetto che permetta a tutti di visualizzare un cronoprogramma e verificare le tempistiche. Il tutto seguito da un project manager. Bisogna mettere in rete, per comune di appartenenza, il patrimonio immobiliare per renderlo più efficiente. Prevedere l’utilizzo di giovani professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, geometri, ragionieri) che facciano praticantato sotto un Senior Tutor.

Altro mondo dove applicare il TOTEM è il mondo delle strutture che cooperano: agenzie appaltanti, società partecipate, Sgr che gestiscono patrimoni immobiliari, società di certificazioni e quanti a vario titolo lavorano con la pubblica amministrazione. La richiesta è: fateci controllare come spendete i soldi delle tasse.

Maurizio Mazzotta