Globalizzazione? Un disastro colposo voluto dagli Illuminati. Parla Tremonti

"La globalizzazione non poteva essere fermata, da quando è caduto il muro il mondo si è unito ma poteva essere fatta con tempi e modi più lunghi e saggi, e così non è stato".

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Per essere onesti quello che è successo e quello che può succedere dipende da fatti e da scelte che sono state fatte nel passato recente, negli ultimi 30 anni… da quando ha avuto inizio la globalizzazione“. Così l’ex ministro Giulio Tremonti in un’intervista a Radio Radio. “Questa non poteva essere fermata, da quando è caduto il muro il mondo si è unito – ha aggiunto – ma poteva essere fatta con tempi e modi più lunghi e saggi, ma così non è stato“.

Io trent’anni fa dicevo di fare attenzione perché la Cina era troppo veloce e bisognava conservare i dazi: io non volevo bloccare il processo, ma il processo non poteva essere fatto in tempi così brevi – ha detto ancora Tremonti -. Se si vuole avere un’idea di quello che è successo e di chi ha governato questo processo, e che ancora adesso insistono e predicano, diciamo che tutto questo non è avvenuto per caso ma per colpe… troppi ancora negano i fatti e nascondono le colpe“.

Il problema ora non è tanto dare la colpa a qualcuno, ma oggettivamente capire cosa è successo, un disastro. Questo disastro ha avuto un nome, un cognome e un indirizzo, a partire dagli Illuminati per arrivare a quelli che predicano ancora adesso: finanzieri, banchieri, che si presentano come salvatori ma che in realtà sono la causa di tutto questo casino. Detto questo – ha spiegato Tremonti -, io ricordo nel 2008 o 2009 al Governo si doveva o pensava di poter fare qualcosa, purtroppo i miei colleghi dicevano che bastava giostrare la finanza e poi tutto andava apposto“.

La mia posizione era che non bastava giostrare la finanza perché comunque qualche tipo di crisi diversa, successiva, sarebbe venuta, ed in effetti è venuta. Io credo che non se ne esce se non si introducono delle regole nella produzione dei beni e servizi. Non può reggere un mondo globale che sta in piedi perché sopra c’è la regola che non ci sono regole e sotto le regole degli Stati che non contano niente. Non è un sistema che regge – ha concluso -, o si fa qualcosa o tornerà un’altra crisi… un’altra crisi che arriverà dalla finanza, c’è un enorme bolla che prima o poi esplode“.

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