Trony, chiusi otto megastore a Roma: è fallimento

Trony. Chiusura per fallimento

di Riccardo Corsetto

Chiusi gli otto negozi Trony di Roma. Il tribunale ha dichiarato il fallimento del Gruppo Edom Spa che nella Capitale controllava i megastore del noto marchio di distribuzione di elettrodomestici. La notizia, resa pubblica da L’Unico, coinvolge 180 dipendenti del gruppo che da oggi venerdì 17 febbraio non hanno potuto recarsi sul posto di lavoro.
La sentenza, riporta sempre L’Unico quotidiano, è del 13 febbraio e mette fine alla procedura in concordato fallimentare che aveva consentito ai soci Edom di continuare l’esercizio da marzo del 2015 a oggi.

Sentenza fallimento Edom
Sentenza fallimento Edom

Sono otto i megastore del grande marchio che oggi non hanno alzato la serranda: Vigna Stelluti, via Tiburtina, Romanina, via Appia, Bufalotta, Cinecittà 2, Ponte Milvio, e via Oceano Pacifico hanno chiuso i battenti. A Via Riano, nello store di Ponte Milvio, un capannello di dipendenti si è radunato fuori dal centro commerciale già nella giornata di ieri. Volti scuriti da incertezza e paura. La sentenza segue gli anni dell’inchiesta per frode e riciclaggio che portò all’arresto, nel 2013, di Alessandro Febbraretti, dominus del marchio nella Capitale. Nel 2015 l’imprenditore – dopo l’arresto del 2013 per evasione fiscale, falsa fatturazione e riciclaggio – era tornato alla guida del gruppo costituendo la società di partecipazioni Plutec Srl, di cui era socio con Carlo Rufo, e che controllava dall’avvio del concordato del 2015, il 100% di Edom, che a sua volta controllava 14 partecipate e gli otto store romani con marchio Trony.

Trony. Il megastore di Ponte Milvio chiuso dal venerdì 17 Febbraio
Trony. Il megastore di Ponte Milvio chiuso da venerdì 17 Febbraio

Una chiusura che però i dipendenti non si aspettavano. La società, infatti, aveva ridotto il personale del 50% divenendo puntuale nei pagamenti degli stipendi. “Almeno qui a Ponte Milvio erano precisi” dice chi ci lavorava.
“Lo scorso anno Edom ha inaugurato addirittura l’ultimo megastore dell’Appia” racconta un dipendente “e questo ci ha fatto illudere che il peggio fosse passato.”
Ma per la sentenza del Tribunale, che vede Marta Ienzi giudice delegato e Giuseppe Sancetta curatore fallimentare, non ci sono più margini di sopravvivenza. Secondo quanto confida a L’Unico una fonte vicina ai creditori, “la situazione è precipitata perché Equitalia, Poste Italiane e Agenzia delle Entrate hanno deciso di ritirarsi dal concordato”. E adesso si dovrà procedere con la liquidazione. I creditori potranno presentarsi per l’ammissione al passivo entro il 23 maggio, mentre l’esame è fissato il 22 di giugno.

L’INCHIESTA DEL 2013 E L’ARRESTO DI FEBBRARETTI

Nel 2013 l’antifrode dell’Agenzia delle Entrate aveva segnalato anomalie nei bilanci delle aziende riconducibili alla rete societaria di Febbraretti, con fatturazioni fittizie finalizzate, secondo gli inquirenti, alla produzione di fondi neri per oltre 20 milioni di euro. Il PM Stefano Fava aveva ordinato una confisca per un totale di 9 milioni, con accuse che andavano dall’evasione fiscale alla falsa fatturazione, e poi ancora operazioni bancarie sospette a San Marino e prelievi anomali da bancomat per 3 milioni di euro.

IL SUICIDIO DI MIRABILIA

A dicembre del 2013 si era suicidato Giacomo Mirabilia, responsabile marketing di Edom. L’uomo, parente dell’allora presidente Alessandro Febbraretti – arrestato appena dieci giorni prima, l’11 dicembre – si era gettato dal settimo piano dell’azienda in via Schiavonetti 270.

L’OFFERTA DI EURONICS E STEFANO CAPORICCI DI NOVA 

Tra le ipotesi che circolano in queste ore, tra gli addetti ai lavori e gli amministrativi, spunta il marchio Euronics, che a dicembre scorso aveva messo sul piatto 31 milioni di euro per rilevare gli otto mega store, offerta saltata perché ritenuta insufficiente. A gestire la trattativa in prima linea c’era Nova, consociata romana di Euronics che controlla a Roma venti punti vendita con cinquecento dipendenti.

Alessandro Febbraretti, dopo i guai giudiziari tornato alla direzione commerciale di Edom Spa, aveva confermato a alla testata di settore Duesse, che Giorgio Lener e Marco Costantini, commissari giudiziali del Tribunale di Roma e titolari del concordato preventivo della società romana avevano deliberato che “in caso di definitiva omologazione del concordato, il ramo d’azienda che conta cinque punti vendita sarebbero stati ceduti alla newco Kat S.r.l., costituita a tale scopo dalla Nova S.p.A” 

Un’operazione che il patron Stefano Caporicci avrebbe inanellato successivamente all’acquisto dei punti vendita della Ambrosoli Spa di Latina.

Febbraretti precisava che il ramo d’azienda oggetto di cessione alla Kat srl contava precisamente gli store di Tiburtina, Ponte Milvio, Appia, Cinecittà 2 ed Eur, “mentre gli altri tre punti vendita (Romanina, Bufalotta e Vigna Stelluti) sarebbero rimasti in possesso di Edom Spa, società che continuerà a operare e far parte della compagine GRE. Alla fine qualcosa fece saltare l’operazione.

160 LAVORATORI A RISCHIO

La conseguenza più delicata riguarda i 160 dipendenti del gruppo che da ieri sono rimasti a braccia conserte e senza certezze sul proprio futuro. “Stiamo cercando di organizzarci con il sindacato per essere ricollocati, abbiamo figli e famiglie e un contratto a tempo indeterminato che non vale più niente.”
Tra i dipendenti c’è chi crede che la dichiarazione di fallimento si poteva evitare. “Sono state rifiutate offerte di grandi gruppi e si è deciso di fermare adesso che la crisi degli anni passati stava passando”.

PONTE MILVIO, MEGASTORE SFORTUNATO

Il punto vendita di Ponte Milvio rischia di condizionare negativamente anche il mercato rionale, già fortemente in crisi. E’ presto ipotizzare sul futuro del megastore di via Riano, che non è mai stato particolarmente fortunato. Ancor prima dell’arrivo di Trony. I locali, dislocati su due piani, all’epoca erano allestiti a galleria commerciale. Durò poco. La mancanza di posteggi e le insondabili leggi del mercato avevano decretato il flop. I negozi chiusero uno dietro l’altro fino all’arrivo di Trony nel 2011. Anche quell’avvio fu poco felice. Tutti ricordano l’inaugurazione pubblicizzata alla radio con sconti pazzi che attirarono folle oceaniche in delirio per la promessa di accaparrarsi un televisore o un telefonino sotto costo. Ponte Milvio e Roma Nord andarono in tilt per un giorno. Trony fu condannata a marzo 2013 a risarcire il Comune di Roma con ventimila euro. Febbraretti non fece in tempo a scusarsi con i romani per i disagi che qualche mese dopo venne arrestato. Passata la detenzione ci riprovò. Adesso la parola fallimento non è più un presagio, ma una sentenza.  Si tratta di vedere come saranno gestite le sorti e il futuro di chi, oggi, è rimasto a casa. 

TRONY, SANTORI (FDI) “ZINGARETTI CONVOCHI TAVOLO IN REGIONE SU 160 LICENZIAMENTI ROMA”

Fabrizio Santori, consigliere Regione Lazio – Fratelli d’Italia

“La Regione Lazio e il presidente Zingaretti devono affrontare al più presto il caso dei licenziamenti dei megastore Trony che stanno investendo ben 160 dipendenti e le loro relative famiglie”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.
“Il dramma dell’occupazione sembra non volere abbandonare la nostra regione – continua Santori – e oggi ci troviamo a dover chiedere una mobilitazione straordinaria in seguito al fallimento del Gruppo Edom Spa, controllore di otto negozi nel settore dell’informatica e degli elettrodomestici dislocati sul territorio della Capitale, come denunciato dal quotidiano online L’Unico. Da Vigna Stelluti, via Tiburtina, Romanina, via Appia, fino a Bufalotta, Cinecittà 2, Ponte Milvio, ed Euroma 2 i megastore hanno abbassato la cler e i lavoratori si sono ritrovati da un giorno all’altro senza un posto. Nonostante non siano mancate le offerte pervenute in passato per evitare questo triste epilogo – prosegue il consigliere regionale – non si è potuto scongiurare il default e l’ennesimo dramma del lavoro nella nostra regione, dopo i licenziamenti di Almaviva e il trasferimento di giornalisti e operatori Sky. Il nostro territorio si sta lentamente e inesorabilmente svuotando, subendo una progressiva desertificazione dell’offerta occupazionale. Arretrando il lavoro, c’è il rischio che il Lazio possa diventare suo malgrado terreno fertile per l’avanzare dell’illegalità e degli speculatori. E’ obbligatorio – conclude Santori – contrastare questa pericolosa deriva, e nello specifico chiediamo al presidente Zingaretti di attivarsi affinché venga aperto immediatamente un tavolo in Regione al fine di trovare una soluzione che possa salvaguardare i livelli occupazionali dei 160 dipendenti di Trony. Persone che con un contratto a tempo indeterminato, un mutuo e una famiglia sulle spalle, si è ritrovata senza uno stipendio per colpe non proprie”.

(L’UNICO)

 

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