Tuscolana, bengalese aggredito con ferocia perde un occhio

L’uomo è stato aggredito due volte, il 16 e il 20 gennaio, da un gruppo di adolescenti. Ricoverato in condizioni gravissime all'Umberto I, gli hanno asportato un occhio. La denuncia dal presidente dell’Associazione Dhuumcatu

Hanno aggredito un bengalese di 58 anni in strada, riducendolo in fin di vita. È accaduto lo scorso 20 gennaio in zona Don Bosco-Giulio Agricola, dove la vittima lavora come venditore ambulante sulla via Tuscolana. La violenta aggressione ad opera di un gruppo di adolescenti di cui ancora non si conosce l’identità.

A quanto risulta, la vittima era già stata avvicinata dal branco il 16 gennaio, rimasto vittima di una prima aggressione. L’uomo era riuscito a chiedere aiuto costringendo la fuga i ragazzi, sui quali aveva sporto denuncia dopo un ricovero in ospedale.  Il 20 gennaio, tuttavia, il gruppo è tornato alla carica sul bengalese, stavolta con un bastone. Colpito più volte alla testa, l’ambulante non è riuscito a chiedere aiuto ed è stato lasciato agonizzante a terra. Ricoverato in condizioni gravissime al Policlinico Umberto I, all’uomo è stato asportato un occhio. I carabinieri di Roma Casilina indagano sul caso, sul quale mantengono il massimo riserbo.

Oggi arriva la denuncia sul caso, da parte dell’Associazione Duuhmcatu, insieme a una foto pubblicata su Facebook dell’uomo ricoverato in ospedale. “I bengalesi non sono esseri umani?” dichiara il presidente dell’associazione Bachcu Dhuumcatu. “Si può picchiare un bengalese, fino a fargli perdere l’uso di un occhio, si può investire un bengalese sulla sedia a rotelle che attraversa la strada, ma di questo non si parla mai. Il 16 gennaio, all’incirca alle ore 18.00 alcuni adolescenti pestano un bengalese in zona Giulio Agricola, che ha necessitato di ricovero ed ha sporto denuncia all’indomani. Il 20 gennaio lo stesso bengalese è stato colpito con un bastone nel medesimo punto della testa, ad oggi è ancora ricoverato al Policlinico, dove gli hanno al momento asportato un occhio”.

“Chiediamo ai carabinieri della zona di rendere immediatamente pubblico il risultato delle loro indagini” prosegue Dhuumcatu. “Questi fatti restano nascosti, nessuno li racconta. Noi ipotizziamo che questi fatti siano riconducibili ad uno stesso gruppo di persone, le stesse che, anche in zona Torpignattara , commettono atti di prepotenza nei confronti degli ambulanti bengalesi, costretti a cedere la loro la merce per evitare di essere pestati. Ma non ne parla nessuno. Sempre il 20 gennaio, sulla Cristoforo Colombo, un bengalese sulla sedia a rotelle è stato investito mentre attraversava la strada. Neanche questo episodio ha trovato eco mediatico così come accade per tutti gli altri crimini dei pirati della strada. l’ultimo decesso per cause naturali- di un bengalese è avvenuto il 17 gennaio”.

“A noi non resta che cercare i soldi per rimandare queste salme ai propri cari nel paese di origine” si legge in conclusione. “Perché se muore un bengalese, nessuno paga”. (L’UNICO)

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