USA, alla fine arriva la cavalleria per Trump?

Al netto delle grottesche ricostruzioni dei media blasonati, alcuni indizi lasciano intuire che il prossimo 20 gennaio non ci sarà la prevista transizione tra Trump e Biden in USA, ma, dopo una parentesi militare, potrebbe essere Trump a riassumere il ruolo di Presidente.

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Sta diventando sempre più difficile seguire la narrazione dei media blasonati sulla battaglia elettorale americana. La distanza della loro narrazione dalla realtà è tale da prendere i tratti della parodia. Ci siamo trovati ad ascoltare gossip sul sicuro divorzio di Trump dalla moglie, sull’abbandono dei figli, dibattiti sullo sconforto dell’uomo solo e persino dotte dissertazioni sulla sua pazzia e pericolosità. Abbiamo assistito al silenzio assordante, se non addirittura al plauso, sulla epurazione dai principali social media (Twitter, Facebook e You Tube) del Presidente in carica degli Stati Uniti seguita a ruota da una serie infinita di personaggi politici, giornalisti, opinionisti, avvocati, scrittori, artisti… per arrivare fino a noi.

La narrazione portata avanti dai media americani ha raggiunto un livello di paradosso degno dei cine-panettoni descrivendo un Presidente censurato come un dittatore, l’abuso di potere del presidente della camera Nancy Pelosi come un comportamento responsabile, i democratici (in queste circostanze fa ridere già il nome) invocare la censura degli avversari politici. Si è arrivati chiudere un social network (Parler) dopo che Donald Trump aveva creato un nuovo profilo ed i suoi follower si erano precipitati a scaricarla. Lo stesso descrivere con sicurezza Biden come il Presidente eletto quando il suo partito sta avviando procedure come l’impeachment che richiedono per la loro attuazione molto più tempo dei pochi giorni necessari per arrivare al suo giuramento è surreale.

Se fossi un comico di questi tempi avrei seri problemi a trovare l’ispirazione visto che la realtà sta superando anche la fantasia più sfrenata. In questa situazione surreale e paradossale è difficile intuire cosa potrà accadere ma la cosa che è forse più probabile è l’arrivo della cavalleria. Per quanto possa sembrare strano molti fatti lasciano intuire una possibile transizione militare tra il Presidente Trump ed il nuovo Presidente, che sarà nuovamente Trump.

Le cause per i brogli nelle varie sedi istituzionali sono portate avanti da due team legali, il team guidato da Rudy Giuliani che rappresenta il Presidente Trump ed il team guidato da Sydney Powel per conto dell’associazione We the People che opera in nome della Costituzione (We the People sono le parole con cui inizia la Costituzione americana) e potrebbe portare avanti le cause anche nei tribunali militari. Qualora siano state esaurite tutte le opzioni costituzionali disponibili e siano dimostrati i brogli e l’ingerenza straniera in queste elezioni, il sedicente presidente eletto Biden sarà processato per alto tradimento e saranno invalidate le elezioni.

In questa ipotesi, nella fase delicata della transizione o qualora siano indette nuove elezioni, i militari prenderebbero il potere come garanti della Costituzione. Entro il 20 gennaio potrebbe essere il Presidente Trump a chiedere il passaggio di potere ai militari che lo assumerebbero temporaneamente come garanti della Costituzione per disinnescare la minaccia di sommosse e soprattutto la minaccia estera.

L’Insurrection Act del 1807 e l’ordine esecutivo n. 13848 del 2018 ad oggi non sono stati proclamati e non sono ufficiali, ma probabilmente qualcosa si è già mosso. La dichiarazione dell’emergenza in tutto il distretto della Columbia che autorizza l’utilizzo della FEMA dall’11 al 24 gennaio in previsione di possibili rivolte in corrispondenza dell’inaugurazione presidenziale del 20 gennaio, l’attivazione delle sanzioni per interferenza nelle elezioni 2020 verso ufficiali del governo ed un parlamentare ucraini lo lasciano pensare.

Il discorso di Mike Pompeo nella trasmissione Voice of America di ieri in cui parlava dell’ordine esecutivo firmato il 5 gennaio contro l’interferenza cinese (decreto che entrerà in vigore dopo 45 giorni, bel oltre la data di insediamento del prossimo Presidente) e confidava che la prossima amministrazione si costruisca sulla base di questa legge senza mai nominare Biden, lascia intuire che il 20 gennaio non ci sarà la transizione prevista.

Al momento è molto difficile fare previsioni, ma non è improbabile un finale con i fuochi d’artificio al grido di “arrivano i nostri” come nei vecchi film americani.

Paola De Santis

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