Vaccini, le posizioni contrastanti dei candidati a sindaco di Roma

Da Calenda e Gualtieri fautori dei vaccini a Raggi non vaccinata, per arrivare a Michetti che rivendica la libertà di scelta: le posizioni sulla campagna vaccinale dei principali candidati sindaci di Roma

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Il candidato sindaco del centrodestra, Enrico Michetti

In vista dell’entrata in vigore dell’obbligo del green pass per viaggiare, mangiare nei ristoranti al chiuso, andare al cinema e al teatro e altre attività della vita sociale, la questione infiamma anche il discorso politico, a due mesi dalle elezioni amministrative a Roma. Così tutti i candidati sindaco hanno espresso le proprie posizioni in merito.

Al candidato di Azione Carlo Calenda, che si dichiara da sempre assolutamente favorevole alla campagna vaccinale anticovid, fa da contraltare Virginia Raggi, candidata al secondo mandato per il Movimento 5 Stelle, che non ha mai esternato la propria posizione in merito. “I candidati sindaco non hanno ritenuto di accogliere la mia proposta per un video/evento comune su vaccinazione – ha scritto Calenda su Twitter –. Chi non lo ha già fatto (Virginia Raggi) potrebbe almeno confermare di essersi vaccinata“. In effetti, dal Campidoglio ricordano che la sindaca è già risultata positiva al covid e non si è ancora sottoposta al vaccino perché gli anticorpi manifestano ancora valori troppo alti.

Favorevole alla vaccinazione è anche il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri. “È da irresponsabili mettere a rischio la salute dei cittadini, strizzando l’occhio ai n ovax per racimolare voti – ha scritto su Twitter l’ex ministro dell’economia -. Per impedire il contagio ed evitare nuove chiusure è essenziale vaccinarsi“.

Diversa è invece la posizione del candidato del centrodestra Enrico Michetti. “Io mi sono vaccinato due volte, e ho il green pass che è uno strumento utilissimo“, ha dichiarato. “Mi sono rivolto a un sanitario per chiedere se fosse opportuno che facessi il vaccino o meno, e la scienza mi dice che è opportuno fare il vaccino – ha spiegato -. Però, io non sono un tecnico, non posso occuparmi di un farmaco di cui non conosco la composizione per cui non posso invitare qualcuno alla somministrazione. Questo rientra in una libertà, in una consapevolezza di ciascuno di noi“.

Rispetto l’idea di chiunque la pensi in maniera diversa da me. Penso che in tutti questi provvedimenti vada bilanciato il diritto alla salute e al lavoro – aggiunge Michetti -. È un equilibrio che deve trovare il Governo, è sua responsabilità. Se lo fa il governo è chiaro che la devo condividere perché hanno una cabina di regia e probabilmente ritengono che ci sia un rischio ma rispetto anche chi ritiene di pensarla in maniera diversa e non si vaccina perché è diritto di ognuno decidere della propria vita“. Dunque nessun appello da parte sua: “Io posso dare il mio esempio, mi sono vaccinato e ho il green pass, ma non è serio che parli dei calcoli del cemento armato“.

Francesco Amato

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