Vaccini, Livio Giuliani al quotidiano di Travaglio e Gomez: non conoscete rapporto Glaxo

Il fisico, già dirigente di ricerca del Servizio Sanitario Nazionale replica ad un articolo de Il Fatto Quotidiano

Errata corrige

Gentile Direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio e gentile Direttore de ilfattoquotidiano.it, Peter Gomez,

l’articolo odierno di Manuela Campitelli dal titolo: “Vaccini, una bussola per orientarsi tra le balle che girano al riguardo/1” desta preoccupazione, per la sua totale carenza di critica, una virtù, o meglio un atteggiamento intellettuale molto apprezzato dagli hegeliani e, attraverso Croce, coltivato nei nostri licei classici, purtroppo solo fino alle schiforme di cui la Campitelli è apparentemente vittima, data la sua giovane eta’.
Lei prende per scientificamente accurato un report di alcuni medici di Asl veronesi, secondo cui i casi di reazioni avverse delle vaccinazioni sarebbero addirittura trascurabili, non valutando essi la sottostima sistematica di questi casi. L’autrice non sembra conoscere invece il Rapporto Glaxo, che è reperibile  non alla Asl di Verona ma su Google, ahimè, la cui veridicità avrebbe però potuto accertare, come ha fatto il Codacons attraverso un accesso agli atti presso l’Aifa e una richiesta di informazioni rivolta direttamente alla Glaxo.
Dalla sua lettura si evince che i vaccini non solo non sono sicuri (come e’ trash quella annotazione dell’autrice “ma cosa e’ sicuro?”), ma non sono neanche ragionevolmente sicuri, come l’autrice potrebbe ricavare anche dalla lettura di un articolo scientifico peer Reviewed, apparso sul numero di gennaio 2017 dell’International Journal of Vaccines and Vaccination, di Gatti e Montanari, l’una ricercatrice del CNR, l’altro farmacologo notoriamente esperto di vaccini. Da tale articolo potrebbe ricavare anche preoccupazione in ordine alla pratica adoperata in molti vaccini di stimolare la reazione del sistema immunitario immaturo dei bambini di tre o quattro mesi attraverso metalli e micro e nanoparticelle, che, in altro contesto, in un contesto di protezione ambientale, ad esempio,  vengono universalmente considerati inquinanti. Pratica che al contrario viene glorificata tanto dalla Campitelli quanto dai suoi riferimenti veronesi. Cosi’ come e’ glorificata la combinazione monodose di più vaccini, come fosse un grande avanzamento scientifico.
L’autrice non sembra conoscere la relazione di quell’alto dirigente di una casa farmaceutica, in un meeting interno, con la quale egli rivela lo scopo non scientifico ma marketing di legare in un unico preparato sia il vaccino brevettato dalla stessa casa farmaceutica sia altri non brevettati, in modo da estendere a tutti, anche ai vaccini di pubblico dominio, la privativa ottenuta dal brevetto per un solo vaccino, così coartando la concorrenza. Ma costringendo il sistema immaturo dei bimbi poco più che neonati ad uno stress vaccinale (con l’inquinamento metallico iperstimolante) magari moltiplicato per sei. Il video e’ consultabile sul sito del Codacons, associazione che ha anche effettuato una verifica tecnica di base della sua veridicità.
Sulla sottostima delle reazioni avverse basti il caso dell’autismo la cui associazione alle pratiche vaccinali, sebbene risulti da ampia casistica ancorché non epidemiologicamente significativa, viene con leggerezza dichiarata impossibile, sull’assunto di un postulato indimostrato, anzi verosimilmente falso: che tutti i casi di autismo siano di origine genetica. Questo viene affermato da alcuni soloni che asseriscono che la scienza non e’ democratica e che insegnano magari in università private, come quella fondata da un noto bancarottiere sospetto di inenarrabili nefandezze durante le sue vacanze ai tropici e sfuggito alla giustizia perché deceduto (fatto non irrilevante: sebbene i concorsi a cattedra delle nostre università statali siano spesso criticabili non sono paragonabili ai metodi di reclutamento di quel “reverendo”, o di altre università private).
Peccato che tali soloni siano contraddetti da un Premio Nobel della Medicina, davanti al quale si dovrebbero tacitare, non perché la scienza non è democratica ma per la loro relativa pochezza: Luc Montagnier, che primo al mondo ha isolato il virus HIV, consentendo di fermare l’epidemia dell’AIDS. Ebbene Luc Montagnier, come e’ noto e verificabile, ritiene che molti casi di autismo abbiano origine microbiologica ed infatti taluni medici, soprattutto in Francia, curano i casi di autismo precocemente diagnosticati con cure antibiotiche.
Quello che spaventa della ignara Campitelli non e’  che abbia voluto dire la sua in un blog pubblicato non senza responsabilità dal ilfattoquotudiano.it. Allarma quel “/1” alla fine del titolo del suo articolo. Che lascia temere una continuazione. Ilfattoquotidiano.it ha il dovere di bilanciare tali esternazioni e perciò mi sono imposto di rispondere con questa mia.
Distinti saluti.
Livio Giuliani, già dirigente di ricerca del Servizio Sanitario Nazionale.

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