Venezia, una vergogna tutta italiana

A woman walks on Piazza San Marco during floods on December 1, 2008 in Venezia. Authorities in the Italian city of Venice issued a flood alert, warning that the sea was due to rise 1.60 metres above its normal level, the highest for 30 years. Nearly all the streets of the city, including the central tourist district were already under water by mid-morning with the famous Piazza San Marco by 80 centimetres (two feet, seven inches). AFP PHOTO / ANDREA PATTARO (Photo credit should read ANDREA PATTARO/AFP/Getty Images)

Venezia stavolta, si può proprio dire, è letteralmente finita sott’acqua. Il gioiello della Laguna ha alfine ceduto. Disordine, corruttela, incompetenza hanno rischiato di mandare in malora una delle città più belle ed invidiate al mondo. E, badate, non è solamente questione di mutamenti climatici: che Venezia abbia da sempre sofferto a causa della cosiddetta “acqua alta” non è certo una novità. Né è una novità che l’approssimazione e la corruttela che imperterriti imperversano nel nostro paese non hanno guardato in faccia neanche a Venezia. Il colossale MOSE, costato suon di miliardi, giace ancora irrealizzato, pieno di cozze e ruggine, mentre tra i vari “amministratori locali” è già iniziato il gioco del rimpallo delle responsabilità.

Ma non è solo Venezia a finire a remengo. L’intero territorio italiano è esposto ad un elevatissimo rischio idrogeologico, determinato da decenni di incuria e menefreghismo, appaiati ad una forsennata corsa ad edificare ai limiti dell’impossibile. Interi pezzi di litorale, montagne, scoscese colline, dirupi, persino i letti dei fiumi non sono stati risparmiati da questa furia. Da oltre un decennio a questa parte, è tutto un susseguirsi di crolli, frane ed alluvioni: la natura presenta il proprio salato conto.

Si pagano le tragiche conseguenze di scelte improvvide e criminali. Il tutto, senza voler parlare del rischio sismico, connaturato alla conformazione geologica della nostra penisola. Proteggere per tempo i centri delle regioni maggiormente esposte a questo rischio, con costruzioni anti sismiche o tramite una serie di lavori di messa in sicurezza di edifici, monumenti e quant’altro, oltre a salvare numerose vite umane, avrebbe sicuramente impiegato molta forza-lavoro. Tutto a beneficio di tanti lavoratori e disoccupati. Invece il Centro Italia versa da anni, dopo i sismi che hanno colpito L’Aquila, Amatrice e dintorni, in uno stato di pietoso abbandono. Quella capacità e creatività tutta italica, nell’ambito delle costruzioni, foriera di risultati grandiosi ma anche, come abbiamo già detto, di immani disastri, quella capacità di costruire e ricostruire, ovunque e comunque, sembra esser svanita nel nulla, bloccata dalla solita ragnatela di soffocanti norme e rinvii burocratici.

È vero, Greta latra e urla, fa le faccette brutte e tutti si spaventano: non si giuca con i cambiamenti climatici! Ma è anche vero che in Italia di burocrazia, incompetenza e corruttela si soffoca, anche e specialmente a detrimento dei nostri siti urbani, archeologici o naturali che siano e che il mondo intero ci invidia. Mobilitiamoci tutti, perché l’Italia, l’unica vera risorsa che abbiamo, non venga lasciata andare in malora da governi e da amministrazioni incapaci e che non si meritano questo paese. Greta o non Greta.

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.