Viterbo, riciclaggio: assegni rubati disposti sei arresti

L'apertura di conti correnti intestati a persone compiacenti, che incassavano le indebite somme di ciascun assegno a loro destinato per poi riversare ai complici diverse percentuali dell'importo in essi riportato.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Viterbo, coordinati dalla procura, hanno smantellato un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di assegni rubati. Sei gli arresti, quattro in carcere e due ai domiciliari, disposti dal gip di Viterbo su richiesta del pm Massimiliano Siddi. I provvedimenti dell’autorità giudiziaria sono tuttora in corso nelle province di Viterbo, ROMA, Rieti e Napoli. Perquisizioni anche nelle abitazioni di altri 18 indagati.

I destinatari delle misure cautelari sono Salvatore Ricciardi, 35 anni, residente a Pomigliano D’Arco (Na), Giuseppe Salustro, 30 anni (Viterbo), Fabrizio Gargano, 48 anni (ROMA), Marco Antonio Carriere, 26 anni (Viterbo), Immacolata Norato, 30 anni (Castellammare di Stabia) e Fabio Tomolillo, 38 anni (Pomigliano D’Arco).

Le indagini dei carabinieri, ha spiegato il procuratore del capoluogo della Tuscia Paolo Auriemma hanno portato alla scoperta di una banda attiva nelle operazioni di reperimento e ripulitura di assegni di provenienza illecita e asportati dal circuito di Poste Italiane.

In particolare, il livello apicale dell’organizzazione è rappresentato da soggetti che al momento rimasti ignoti, ricevevano da altri sodali le indicazioni dei nominativi di “prestanome” a cui intestare gli assegni in questione che venivano così modificati, attraverso sofisticate procedure, nell’indicazione del beneficiario. I “prestanome” venivano reclutati dai referenti di zona e, dopo aver versato l’assegno circolare “clonato”, procedevano a prelevare in contanti l’importo del titolo di credito, trattenendo il 10% e consegnando la restante somma al referente di zona che, a sua volta, percepiva il 25%, versando l’importo restante ai vertici dell’associazione.

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